Immortal memories of poet Burns
Since non-italian people who could be interested in reading this post already know what I am going to tell, I am going to write in Italian
Domenica scorsa, per chi fosse ignorante e non lo sapesse!, era l’anniversario della nascita del poeta scozzese (http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Burns) Robert Burns, celeberrimo e celebrato!
“Egli è il “Bardo Scozzese” che viene ricordato dall’intera nazione ogni anno nell’anniversario della nascita, con le famose Burns suppers, le “cene di Burns”, durante le quali recite, canzoni e discorsi ricordano colui che ha aiutato a mettere per iscritto l’identità di una nazione.”
E quindi Laura, la ragazza scozzese, ci ha invitato ad una di queste cene tradizionali da lei organizzata, con prodotti portati apposta dal suo paese natio (vedere seguito) e rispettando ogni tradizione.
La cena è stata aperta con le parole della Selkirk Grace (“Ringraziamento di Selkirk”) che recita così:
| (EN)
« Some hae meat and cannot eat.
Some cannot eat that want it: But we hae meat and we can eat, Sae let the Lord be thankit. » |
(IT)
« Alcuni hanno la carne ma non possono mangiare,
Altri la vogliono e non la possono mangiare: Ma noi abbiamo la carne e possiamo mangiare, E sia quindi ringraziato il Signore. » |
A questo punto Laura ha affondato il coltello con un gesto teatrale ed efficace nella prima haggies, uno stomaco di pecora riempito dalle interiora dell’animale e da avena – accompagnato da neeps and tatties, ovvero rape e patate!
Ad essere sinceri a questo punto la platea (circa 20 persone) era spaccata in tre: alcuni era spavaldi e pronti a lanciarsi sulle povere pecorelle; altri erano timorosi e un pò schifati ma vergognosi nel rifiutare l’fferta; gli ultimi erano dichiaratamente vegetariani (da tempo o guarda caso da 10 minuti!)…
La sottoscritta rientrava nella seconda categoria, e ammette di averne addirittura mangiato un pò :O
Dopo il pasto, come da tradizione, Laura ci ha allietati con l’Immortal Memory, un discorso dedicato all’immortale risonanza dell’opera di Burns, e al suo amore per le donne (in vita ha avuto 15 figli da 7 donne diverse!); per rimanere in tema, si è proseguito con il Toast to the Lassies, il “brindisi alle donne”, seguito dalla risposta dalla controparte femminile, in cui si è tenuti a disegnare come sarebbe un mondo senza, rispettivamente, donne o uomini;
quindi con molto più whiskey in corpo abbiamo attaccato poesie e canzoni dal repertorio del poeta, in un crescendo di voci, e balletti sempre più articolati, a tema decisamente scozzese (o almeno, dato che alla fine li inventavamo noi, a tema stereotipo-scozzese).








